Untitled

January 23, 2008

EmilyCatalano

22:40
ma scuasmi…il lube come foto?
22:40
 
che trash
22:40
 
poi…STUDIA!!!!
22:40
 
altrimenti…mangiamo!

Vincenzo
22:40
aspè
EmilyCatalano

22:41
baaaaaaaatch!
Vincenzo

22:43
i’m grounded. non posso uscire da camera mia.
EmilyCatalano
22:43
avaaaaaa
22:43
 
ho fame.
Vincenzo
22:43
anche io
22:43
 
soffro in silenzio
EmilyCatalano
22:44
non sono casalingha…non so cucinare!
Vincenzo
22:44
casalingA
22:44
 
eh eh eh!!!
EmilyCatalano
22:44
yeah yeah yeah
Vincenzo
22:44
dai fai un panino
EmilyCatalano
22:44
scusami con cosa?
Vincenzo
22:44
cazzo sei americana voi americani mangiate sempre panini
EmilyCatalano
22:44
abbiamo pane?
Vincenzo
22:44
si abbiamo pane, formaggio e bresaola

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all cats

January 20, 2008

are gray

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ammazzatemi

November 1, 2007

ieri notte ho sognato:

di andare in giro per milano con i Verdena. (chiamate un dottore)
che mio padre si sbronzava su una canoa. (chiamate un dottore)
che mia madre guidava un battello a vapore sui navigli. (chiamate un dottore)

sono ridotto m a l i s s i  m o.

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hei!

October 28, 2007

c’è la nebbia.

l’altra stanza vuota, è vuota, e chiusa a chiave.

ho sentito emily, è a nizza; e mi dice “vincenzo, mi manchi”, con il suo adorabile accento californiano.

ho mangiato le camille. hei le camille! avete idea? mi ricordano mia madre, che le comprava e le metteva in borsa. e me le passava, tipo quando andavamo in campagna, a prendere l’olio. un pomeriggio, di cui ricordo solo i colori, scoloriti, una polaroid.

fuori c’è la nebbia, e i taxi.
qui i taxi li chiami come si fa a new york. alzi la mano e

hey taxi! devo tornare a casa, ora mia accomodo sui sedili, con il mio vodkamartini nello stomaco e faccio finta che questo incontro tra me e te, tassista, non sia mai avvenuto.
anzi nell’istante in cui infilerò le mani in tasca per cercare le chiavi di casa, avrò dimenticato la tua faccia. e l’odore della tappezzeria.

questa città è strana. non ha una identità. nessuno ha una casa. tutti nelle case ci stanno per poco tempo, lo stretto necessario. nessuno appende quadri ai muri.

nessuno si ricorderà mai di:
crepe nel muro
umido
frigoriferi che si chiamano “kelvinator”
parquet scricchiolante
armadi bianchi.

stamattina non ho rifatto il letto.
cioè ho solo ricoperto le lenzuola stropicciate
con il piumone, e ho avuto pure il coraggio di tirarlo ai lati,
far finta di aver fatto il letto davvero.
ecco, ora mi comincio a prendere per il culo da solo.

vorrei riabbracciare i miei amici. per un minuto, tutti insieme, senza dire nemmeno una sillaba.

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ciufciuf

October 22, 2007

          \\\

un bicchiere di vino.
il freddo nelle ginocchia.
la stanza in disordine.
lo sforzo di stare a letto.

le pareti sporche.
la luce della città, la notte.
gente in fila.
panchine di legno.

oggi ho mangiato delle merendine che mamma mi comprava sempre, le metteva in borsa. io la vedevo come una cosa bellissima. voglio girarmi indietro.
dove sei?

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a minor place

October 22, 2007

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mezza estate.
est.
ate.

i tram scivolano, lunghi serpenti d’alluminio lungo i solchi appoggiati sulla terra.
si trascinano fin dentro la grande rimessa, che è poco più in là di casa mia.
fanno rumore, sferragliano.

alcune luci sono accese
e io cammino lungo il bordo del marciapiede
e rifletto su come
le cose siano sempre diverse da come le abbiamo immaginate.

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666

October 21, 2007

i miei più cari amici sanno quanto io sia fallimentare nei progetti a lungo termine.
ma anche a breve, a medio, a medio-lungo.
inconcludente.

ma non credete che io non cerchi di darmi una regola.

io sono pieno di regole.

purtroppo.

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